

Breve storia della Tunisia
Dominio Romano
Le guerre puniche si conclusero con la vittoria di Roma, e la sua relativa espansione in tutta l'Africa Settentrionale. Sotto i romani iniziò una nuova era per la storia della Tunisia. Infatti, oltre la ricostruzione di Cartagine, sorsero grandi e fascinose città. Tra le tante citiamo la capitale Utica, Bulla Regia, Dougga, Sbeitla e Maktar. La Tunisia visse uno dei più prosperi e splendidi periodi della sua storia. Dotata di nuove strade, acquedotti, pozzi e canali d'irrigazione, divenne il principale fornitore di grano, vino e olio d'oliva dell'Impero. Le più grandi testimonianze storico-artistiche di quest'epoca le ritroviamo, oltre che negli acquedotti, anche nelle rovine dei bellissimi teatri e anfiteatri come quello di El Jem, nelle terme e negli antichi palazzi. Infatti, la Tunisia conserva resti romani tra i meglio conservati al mondo.
Tratto da: https://www.archetravel.com/blog/tunisia-storia/


I tunisini moderni sono i discendenti di berberi indigeni e di persone di numerose civiltà che hanno invaso, migrato e assimilato alla popolazione nel corso dei millenni. La storia documentata in Tunisia inizia con l'arrivo dei Fenici, che fondarono Cartagine e altri insediamenti nordafricani nell'VIII secolo a.C. Cartagine divenne una grande potenza marittima, scontrandosi con Roma per il controllo del Mediterraneo fino a quando non fu sconfitta e catturata dai Romani nel 146 A. C.
Conquista musulmana:
i romani governarono e si stabilirono in Nord Africa fino al V secolo, quando l'impero romano cadde e la Tunisia fu invasa dalle tribù europee, compresi i Vandali. La conquista musulmana nel VII secolo trasformò la Tunisia e la composizione della sua popolazione, con successive ondate migratorie da tutto il mondo arabo e ottomano, incluso un numero significativo di musulmani ed ebrei spagnoli alla fine del XV secolo.

La Tunisia divenne un centro di cultura e apprendimento arabo e fu assimilata all'impero turco ottomano nel XVI secolo. Fu protettorato francese dal 1881 fino all'indipendenza nel 1956 e mantiene stretti legami politici, economici e culturali con la Francia.
L'indipendenza della Tunisia dalla Francia nel 1956 pose fine al protettorato istituito nel 1881.
Il presidente Habib Ali Bourguiba, che era stato il leader del movimento indipendentista, dichiarò la Tunisia una repubblica nel 1957, ponendo fine al governo nominale dei Beys ottomani.
Nel giugno 1959, la Tunisia ha adottato una costituzione sul modello del sistema francese, che ha stabilito le linee di base del sistema presidenziale altamente centralizzato che continua ancora oggi. Ai militari fu assegnato un ruolo difensivo definito, che escludeva la partecipazione alla politica.

Bourguiba, figura centrale nella storia tunisina, è considerato il padre della Tunisia moderna. Il suo ruolo come primo Presidente ha segnato una svolta decisiva per il paese, guidandolo verso l'indipendenza e promuovendo riforme sociali ed economiche innovative.

A partire dall'indipendenza, il Presidente Bourguiba ha posto un forte accento sullo sviluppo economico e sociale, in particolare sull'istruzione, sulla condizione delle donne e sulla creazione di posti di lavoro, politiche che sono proseguite sotto l'amministrazione di Zine El Abidine Ben Ali. Il risultato fu un forte progresso sociale e una crescita economica generalmente stabile. Queste politiche pragmatiche hanno contribuito alla stabilità sociale e politica.
La primavera araba
Con primavera araba (in arabo الربيع العربي al-Rabīʿ al-ʿArabī) si intende un termine di origine giornalistica, utilizzato per lo più dai media occidentali, per indicare una serie di proteste ed agitazioni cominciate tra la fine del 2010 e l'inizio del 2011.La rivolta iniziò il 17 dicembre 2010, in seguito alla protesta estrema del tunisino Mohamed Bouazizi, il quale si diede fuoco in seguito a maltrattamenti subiti da parte della polizia, il cui gesto innescò l'intero moto di rivolta tramutatosi nella cosiddetta Rivoluzione dei Gelsomini. Per le stesse ragioni, un effetto domino si propagò ad altri Paesi del mondo arabo e della regione del Nord Africa. In molti casi i giorni più accesi, o quelli dai quali prese avvio la rivolta, sono stati chiamati giorni della rabbia o con nomi simili.
Rivoluzione dei Gelsomini
La Rivoluzione tunisina del 2010-2011, nota altresì nella stampa occidentale come Rivoluzione dei Gelsomini, fu una serie di proteste e sommosse popolari in numerose città della Tunisia avvenute tra il 2010 ed il 2011, nel contesto della primavera araba.
Le motivazioni delle proteste che hanno portato alla caduta del vecchio regime, sono da ricercarsi in disoccupazione, rincari alimentari, corruzione e cattive condizioni di vita. Le proteste, iniziate nel dicembre 2010, costituiscono la più drammatica ondata di disordini sociali e politici in tre decenni e hanno provocato decine di morti e feriti per i tentativi di repressione.
El Jem
El Jem fu un antico villaggio berbero, successivamente divenuta seconda città romana in Africa per importanza, dopo Cartagine, con il nome latino di Thysdrus. El Jem è sede della terza arena più grande al mondo, dopo il Colosseo e l'arena di Capua. Costruita dai romani attorno al 238 d.C. e divenuta patrimonio dell'umanità Unesco nel 1979, molto probabilmente venne usata per spettacoli di gladiatori e corse dei carri.
L'anfiteatro
Risale alla fine del II e inizio del III secolo, misura 149 metri di lunghezza, 124 di larghezza e 36 d'altezza, é composto di tre ordini di arcate ornate di semicolonne e sormontate da un muro di coronamento. Sotto il pavimento dell'arena, lunga 65 metri, s'incrociavano due gallerie a volta, dove erano custodite le belve. Luogo di rifugio durante l'invasione Vandala (430) e nei primi tempi della conquista araba (647), l'anfiteatro fu trasformato in fortezza da La Kahina in guerra contro Hassan Ibn Noaman.
L'anfiteatro, terzo in ordine di grandezza dopo quelli di Roma e di Capua, è senza dubbio il monumento più grandioso che i Romani abbiano lasciato sul territorio africano; l'aspetto massiccio che lo caratterizza è dovuto all'uso di una pietra poco resistente, che non permetteva la realizzazione di una struttura molto traforata.
Iniziato alla fine del II secolo o agli inizi del successivo, l'anfiteatro non sembra essere mai stato completato: stanchi delle tassazioni imposte da Roma, proprietari fondiari e contadini della regione vi si sarebbero riuniti nel 238 (la data non è certa) per proclamare decaduto l'imperatore Massimino e sostituirgli Gordiano, allora proconsole d'Africa a Cartagine. La risposta di Massimino fu immediata e Gordiano, sconfitto, si suicidò nel suo palazzo di Cartagine dopo un regno effimero durato qualche settimana.
Trasformato in fortezza da la Kahina, accolse, nel corso delle lotte di potere che seguirono la morte di Murad Bey (1695), i partigiani di Ali Bey: per sedare la rivolta Mohammed Bey vi fece allora aprire una breccia. In seguito il monumento servì da cava di materiale da costruzione. L'anfiteatro, di forma ellittica, è composto da tre ordini di arcate ornate di semi colonne e sormontate da un muro di coronamento conservatosi solo sul lato sud; all'interno scale e gradinate sono quasi completamente scomparse. Sotto il pavimento dell'arena, lunga 65 m, s'incrociavano due gallerie comunicanti con l'esterno; quella maggiore, contornata da 16 stanze in cui le belve erano di solito chiuse in gabbia, era coperta con un impiantito mobile in legno. Nella struttura potevano prendere posto 30000 spettatori: ciò dimostra, data la popolazione della città, che gli spettacoli dovevano attirare gente da tutta la regione.
Museo di El Jem
E' possibile visitare il Museo di El Jem. Esso custodisce molti elementi architettonici appartenuti alle splendide ville e agli edifici pubblici della città e, in particolare, i sontuosi pavimenti a mosaico, tra i più raffinati dell'antichità romana. Il museo è stato costruito sul sito di una villa romana e riproduce la sua pianta: un cortile centrale con un peristilio che conduce nelle stanze in cui sono esposte sculture, mosaici, ceramiche ecc. Questi provengono dalle campagne di scavo condotte a Thysdrus e nelle vicinanze.
L'acquedotto di Zaghouan
(Acquedotto di Cartagine)

Corre ancora, anche se spezzato dal tempo
Tra colline aride e cieli aperti, l'acquedotto di Zaghouan disegna una linea ostinata nel paesaggio nordafricano: una ferita di pietra che racconta la volontà di Roma di domare la distanza, la sete, la geografia stessa. Qui l'acqua nasce sacra, ai piedi del monte Zaghouan, e diventa infrastruttura imperiale, scorrendo per oltre 130 chilometri fino a Cartagine.
Nella valle dello Oued Miliane si trovano gli imponenti resti dell'acquedotto più lungo mai costruito dai Romani che portava le acque alla città di Cartagine. Per la sua costruzione fu necessario un grande intervento di ingegneria civile che durò parecchi anni.
Le arcate che emergono dalla vegetazione non sono solo resti monumentali: sono il ritmo visivo di un sistema perfetto, fatto di pendenze minime, calcoli invisibili e manutenzione costante. L'ingegneria romana non impone, accompagna: segue il terreno, lo legge, lo attraversa senza spezzarlo.
Per tutta la sua lunghezza, l'acquedotto mostra differenti tecniche di costruzione, testimonianza dei numerosi restauri subiti. Le parti più antiche sono in blocchi di pietra, quelle più recenti in mattoni o terracotta.

Focus storico
Realizzato a partire dal II secolo d.C., sotto l'imperatore Adriano (tra il 120 e il 131 d. C. e restaurato nel 203 da Settimio Severo) fu danneggiato dai Vandali e ricostruito in epoca bizantina. Le acque furono convogliate verso la città direttamente dalle sorgenti della regione di Zaghouan l'antica romana Ziqua lungo un percorso che si snodava per 132 Km. L'acquedotto di Zaghouan–Cartagine fu uno dei più lunghi del mondo romano. Alimentava terme, fontane e quartieri della grande capitale africana, simbolo del controllo imperiale sull'acqua, risorsa vitale e politica. In Africa Proconsolare, Roma non costruisce solo città: costruisce continuità, collegando sorgenti lontane a centri urbani complessi, trasformando il paesaggio in una rete funzionale. L'acquedotto fu rovinato dagli arabi durante l'assedio di Cartagine nel 698, ma fu riattivato dai Fatimidi nel X sec. e restaurato nel XIII da el-Mostancir, cui risalgono numerose deviazioni.
Di quell'imponente costruzione che si snodava nel bel mezzo della pianura cartaginese restano oggi ampi tratti nella campagna. La struttura dell'acquedotto era a una semplice arcata su cui scorreva il canale che faceva defluire l'acqua.
I resti mostrano l'imponenza di queste arcate che si sviluppano in altezza anche oltre i 10 metri.
Nel segmento in direzione di Oudna si può ancora riconoscere una serie di arcate sormontate dal condotto a volta in pietra.

Dougga - Thugga
LA STORIA
I Romani, una volta conquistata la regione, concessero a Dougga lo status di città indigena (civitas), per poi annetterla all'epoca di Augusto, al territorio di Cartagine, divenuta colonia romana, e accanto a Dougga crebbe poi un pagus di coloni romani.
Dougga era abitata dai pregrini (abitanti delle provincie dell'Impero senza cittadinanza romana) e il pagus con i suoi cittadini romani, entrambi con istituzioni civiche romane - magistrati e un consiglio di decurioni per la città, un consiglio locale della fine del I secolo d.c., e gli amministratori locali per il pagus, subordinati alla colonia di Cartagine.
Col tempo, la romanizzazione avvicinò le due comunità. Sotto Marco Aurelio, la città divenne di diritto romano, per cui i magistrati ricevettero la cittadinanza romana e i diritti degli abitanti della città furono simili a quelli dei romani. Il pagus a sua volta si sganciò sempre più da Cartagine.
Nella mappa si osservano, attorno al foro, a est, da nord a sud, il Tempio di Mercurio e il Tempio della Pietas d'Augusto, il "Quadrato della Rosa dei Venti " e il mercato; a ovest, la piazza occidentale con il Campidoglio e immediatamente a sinistra del Campidoglio, le sostruzioni del Tempio di Massinissa; in grigio, il profilo del forte bizantino.Tra i monumenti più famosi del sito ci sono il Campidoglio, il teatro, i templi di Saturno e di Giunone Celeste (Caelestis), il tempio di Mercurio e la piazza dei Venti, il Foro e la villa del Trifolium.
Dougga è uno dei siti architettonici più rappresentativi in Tunisia e meglio conservati dell Nord Africa. Grazie al suo interesse storico, questa città romana del I secolo a.c. è stata dichiarata Patrimonio dell'Umanità dall'UNESCO nel 1997.
Situato a poco più di un'ora dalla capitale, quella antica si differenzia dal resto delle città romane, dal momento che la sua disposizione non è geometrica, ma troviamo strade, che assomigliano a una medina. Ciò è dovuto alla coesistenza tra Romani e Numidi per più di due secoli.
Il sito, che si trova nel mezzo della campagna, è stato protetto dall'invasione dell'urbanizzazione moderna, al contrario, ad esempio, di Cartagine, che è stata saccheggiata e ricostruita in numerose occasioni.

Prima di essere una città romana fu una fortezza numida che godeva di grande prosperità attraverso Masinissa, il suo sovrano, che si alleò con i Romani piuttosto che con i Carthigiani, e la città, con i suoi probabili 10.000 abitanti, se ne avvantaggiò grandemente perchè godette il favore di Roma.La Tunisia, in qualità di provincia dell'impero romano, era chiamata Africa proconsolare. Dougga insiste su un terreno di circa 70 ettari dove troviamo un notevole numero di monumenti in ottime condizioni, un esempio della prosperità e del buon gusto in passato. Grazie ai resti che sono rimasti fino ad oggi possiamo vedere le varie civiltà che si sono susseguite su queste terre, come il punico, il numidio, il romano e il bizantino.Passeggiando per le sue strade incontriamo il magnifico teatro, i bagni, i bagni pubblici, l'anfiteatro, un mausoleo libico-berbero e diversi templi. Per la costruzione di questa città, i romani presero in considerazione, l'esistenza di acqua e di cave, da cui ottennero il materiale per la costruzione degli edifici . Thugga, come si chiamava in passato, era una piccola città, ma con una quantità incredibile di templi.

Il Mausoleo di Bourguiba

Il Mausoleo di Bourguiba è un memoriale dedicato a Habib Bourguiba, il primo presidente della Tunisia. Si trova a Monastir, in Tunisia, ed è stato costruito per onorare l'eredità di Bourguiba, che ha svolto un ruolo chiave nel movimento di indipendenza del paese ed è ampiamente considerato uno dei padri fondatori della nazione. Il mausoleo è una grande struttura moderna che comprende una moschea, una biblioteca e un museo, oltre a una tomba dove è sepolto Bourguiba. Il sito attrae molti visitatori ed è una destinazione importante per chi è interessato alla storia e al patrimonio culturale della Tunisia. Il mausoleo è anche un simbolo importante dell'identità politica e culturale del paese e rappresenta i successi e le aspirazioni del popolo tunisino.
Il mausoleo è un monumento sepolcrale situato al centro della città di Monastir, che ospita in particolare le spoglie dell'ex presidente Habib Bourguiba, nativo della città e padre dell'indipendenza tunisina. Bourguiba, nato nel 1903 e morto nel 2000, ha avviato la costruzione della sua tomba durante la sua vita, nel 1963.
Il Mausoleo di Habib Bourguiba è stato costruito durante la vita di Bourguiba secondo le caratteristiche dell'architettura tradizionale e lo stile arabo-musulmano moderno, ed è situato nella parte occidentale del cimitero, non lontano dal Marabout di Sidi Mézri, il principale luogo di sepoltura della città, alla fine del viale principale che è lungo circa 200 metri.
Oltre al corpo del defunto presidente e della sua prima moglie Mathilde (Moufida), vi sono sepolti i suoi genitori e fratelli, oltre ad altri membri della famiglia in due altre stanze. La sua famiglia è stata sepolta lì.
La struttura del monumento ricorda una Moschea, con la sua cupola dorata affiancata da due minareti. Il Mausoleo si trova vicino al cimitero di Monastir, che risale al XII secolo, e accanto al Ribat e alla Marina di Monastir.
L'edificio, incorniciato da due bellissimi minareti alti 25 metri, è sormontato da una cupola dorata circondata a sua volta da due cupole verdi. La porta d'ingresso del mausoleo e il cancello che lo separa dal resto del cimitero sono due pregevoli esempi d'arte tunisina.

Il mausoleo è stato costruito durante la vita del Presidente Habib Bourguiba, e lo stile è lo stesso di molti edifici dell'epoca, con marmo bianco, minareti e una cupola decorata in oro. Ciò che colpisce di più è la grande tomba di marmo bianco che contiene i resti del primo presidente della Tunisia.

All'interno del mausoleo c'è un piccolo museo dove sono conservati alcuni oggetti personali del Presidente Habib Bourguiba, come il suo ufficio dal palazzo presidenziale di Tunisi Cartagine, penne, passaporti e la sua carta d'identità (con il numero 1), i suoi occhiali, oltre a foto e costumi.
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